In questa raccolta di racconti, Valerio Mieli abbandona la struttura del romanzo per cimentarsi in una narrazione più frammentata e lirica, fatta di impressioni, gesti minimi e pensieri che attraversano la vita quotidiana. Ogni racconto è un piccolo mondo a sé, ma tutti condividono uno sguardo delicato e profondo sull’esistenza, sul desiderio e sulla condizione umana.

Il titolo, Desiderava da sempre, racchiude perfettamente il filo conduttore delle storie: personaggi che inseguono qualcosa che a volte non sanno nemmeno nominare, figure attraversate da una nostalgia primitiva e da un’urgenza di senso. Mieli scrive con uno stile sobrio ma poetico, in grado di cogliere l’invisibile nei gesti comuni. Il tempo, come già accadeva nei suoi lavori precedenti, è uno dei protagonisti: non solo come cronologia, ma come dimensione interiore, fatta di attese e rimpianti.

Punti di forza:

L’introspezione raffinata dei personaggi. Una scrittura densa, evocativa, quasi cinematografica. La capacità di rendere universali emozioni individuali.

Punti deboli:

Alcuni racconti possono risultare troppo rarefatti o criptici. Manca una vera e propria trama portante, il che potrebbe non piacere a chi cerca una narrazione lineare.

In sintesi, Desiderava da sempre è un libro da leggere lentamente, magari rileggendo più volte lo stesso racconto, per coglierne tutte le sfumature. È un’opera che si muove tra il racconto e la poesia, tra l’osservazione e la confessione, adatta a chi ama la letteratura che si sofferma sull’invisibile.

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