La nebbia e il fuoco è un romanzo che si muove sul crinale sottile tra la memoria personale e la storia collettiva, tra l’indagine interiore e il racconto civile. Con uno stile limpido, ma denso di riflessioni, Cotroneo ci accompagna in un viaggio attraverso i ricordi di una città, Alessandria, e di un’epoca, il dopoguerra, ancora avvolta da interrogativi irrisolti.

Tutto parte da una rivelazione: un caro professore d’infanzia, uomo mite e riservato, avrebbe preso parte a un’azione partigiana finita in tragedia. Da qui si snoda un’indagine che non ha nulla del giallo tradizionale, ma molto del romanzo di formazione adulta: la scoperta non riguarda tanto il fatto in sé, quanto il modo in cui la memoria – personale, scolastica, civile – viene costruita, custodita o dimenticata.

Il titolo riflette bene il cuore del libro: la “nebbia” è quella che avvolge la storia, il passato, le verità scomode; il “fuoco” è ciò che arde sotto la superficie – la passione, il dolore, il senso di giustizia. Cotroneo scrive con eleganza, senza forzature, lasciando spazio al silenzio e all’intuizione. La narrazione è riflessiva, quasi meditativa, e invita il lettore a interrogarsi su quanto del nostro presente sia ancora modellato da ciò che non abbiamo mai davvero compreso del nostro passato.

È un libro colto ma accessibile, intimo ma universale, adatto a chi cerca nella letteratura non solo una storia da seguire, ma un pensiero con cui confrontarsi.

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