Era mio padre è un romanzo di formazione e di rivelazione intima, narrato con uno stile diretto, ma ricco di sfumature emotive. Al centro della storia c’è Giovanni, un giovane uomo che si trova improvvisamente a fare i conti con l’assenza e il mistero legato alla figura del padre. Questo evento, in apparenza tragico, diventa il punto di partenza per un viaggio alla scoperta non solo del genitore, ma anche di sé stesso.
Il romanzo si distingue per la sua capacità di alternare momenti di leggerezza e umorismo a passaggi più densi e malinconici. L’autore sa calibrare bene le emozioni: i dialoghi sono vivaci, spesso ironici, e la voce narrante riesce a mantenere una freschezza autentica anche nei momenti più drammatici.
Uno degli elementi più riusciti è la costruzione dei personaggi secondari, in particolare Chiara, che accompagna Giovanni in questa esplorazione. Il suo sguardo disincantato, la sua eccentricità e la sua forza silenziosa fanno da contrappunto alla goffaggine e alla fragilità del protagonista.
Era mio padre è una lettura che colpisce per la sincerità emotiva e la delicatezza con cui affronta il tema dell’identità, del lutto e del riscatto personale. Non è solo una storia di ricerca del padre, ma soprattutto di comprensione di cosa significa diventare adulti.
